Bless of the Crimson Thursday

La vendetta degli Sczarni

Edge of Anarchy parte 14

Il gruppo si riunisce nella stanza dove è iniziato lo scontro con Vreeg, l’oscurità magica creata dal mago gnefro lentamente si dissolve, ma mentre tutti i compagni tornano a vedere, gli occhi di Juan Sanchez Villalobos Ramìrez restano senza luce!

Nella stanza, chiuso in una cassa, trovano un’altra parte del corpo del giovane Shoanti che stanno cercando: il torso e un braccio. Animato da magia nera, il braccio si agita come ci fosse ancora della vita in lui, e Ragnar è costretto a legarlo strettamente al busto per poterlo racchiudere in un sacco.

Ramirez non può certo rimanere nella cripta, e Horan Tuk-Baruhk si offre per accompagnarlo al Sanatorio Themanexus, per chiedere aiuto a Mirjam. Appena usciti dai cancelli del Distretto Grigio, Horan fa una macabra scoperta: Santos il destriero bianco di Juan Sanchez Villalobos Ramìrez che era stato legato poco lontano, è stato barbaramente sgozzato. Tracce di sangue ben visibili si allontanano dal corpo dell’animale e si dirigono verso est. Il nano descrive la scena nella sua crudezza a Ramirez, che resta profondamente turbato. La vista, occorre fare di tutto per recuperare la vista, poi penserà a vendicare il suo cavallo!

Mentre i due si dirigono quindi verso la Spiaggia Orientale, i loro compagni rimasti nella cripta proseguono l’esplorazione, decisi, Ragnar in primis, a recuperare l’intero corpo di Gaagi prima di andarsene. Giunti in una stanza piena di acque fangose, scoprono una mostro enorme, un Otyugh, dotato di tre gambe e una gigantesca bocca. Tre tentacoli, due con rostri ed uno con occhi, si estendono dal suo lato e iniziano a ghermire gli avventurieri. La furia di Ragnar e le frecce bene indirizzate di Jhatal e di Grenon Tadder abbattono il mostro con insperata facilità.

Perlustrando la grotta, tra detriti e resti mortali di ogni tipo, i tre scoprono le gambe e la vita del giovane assassinato… per avere il corpo nella sua interezza, manca ancora un braccio, e c’è ancora una stanza, nella cripta, che non è stata esplorata: quella sbarrata dagli gnefri con delle assi di legno!

Horan Tuk-Baruhk e Juan Sanchez Villalobos Ramìrez, nello stesso momento, giungono al sanatorio Themanexus. Mirjam li riceve, e, dopo avere medicato le ferite del nano, visita il guerriero: Gli occhi non sono danneggiati, dice, si tratta di una cecità provocata dalla MAGIA, e solo un sacerdote con grandi poteri può rimuovere una tale maledizione. In città, per quanto ne sappia, solo due chierici potrebbero farlo: Lord Gallifrey, alto sacerdote di Sarenrae e l’Arcibanchiere Darb Tuttle, della Banca di Abadar.

I due decidono di rivolgersi al primo, e si dirigono al tempio di Abadar nel distretto de Le Alture.

Nella cripta, invece, Ragnar è intenzionato ad aprire quell’ultima porta ancora chiusa, mentre Jhatal e Grenon sono contrari e vorrebbero aspettare il ritorno dei compagni prima di affrontare la creatura imprigionata all’interno che ulula in maniera innaturale ogni volta che qualcuno prova a bussare. Il barbaro prende l’iniziativa e inizia a rimuovere le assi che sbarrano la porta, i due compagni, più dietro, incoccano le frecce.

Non appena la porta viene aperta, la creatura che si trovano di fronte è un orrido agglomerato di parti di corpi morti. Corpi di uomini e di bestie, cuciti insieme con spessi fili e animati dalla necromanzia! Solo l’odore che emana da quell’essere immondo è talmente nauseante che Grenon Tadder non riesce nemmeno a prendere parte allo scontro, tanto forti sono le nausee che lo colgono.

Ragnar combatte come una furia contro il golem di carne, mentre l’elfa cerca di aiutarlo da lontano, con le sue frecce. il golem colpisce diverse volte il barbaro, lacerando la sua carne con i suoi artigli grondanti di liquido purulento, ma alla fine è l’uomo ad abbattere l’essere immondo con un potente colpo del suo spadone a due mani.

Più o meno nello stesso momento, Horan Tuk-Baruhk e Juan Sanchez Villalobos Ramìrez arrivano al tempio di Sarenrae sulla collina di Korvosa. Vengono ricevuti da un accolito, al quale spiegano il motivo per il quale chiedono di parlare con Lord Gallifrey. L’uomo dice loro che per rimuovere la maledizione che ha reso cieco Ramirez, le regole del tempio impongono che venga fatta una generosa offerta alla Dea dell’alba e della guarigione, un offerta di 500 monete d’oro!

I due avventurieri trasalgono, non immaginavano una richiesta del genere da parte dei religiosi, ma alla fine acconsentono a versare l’offerta richiesta dando fondo a quasi tutti i loro averi. L’alto sacerdote arriva poco dopo: è un uomo dall’aspetto molto gioviale, con capelli e barba castani, e la tunica bianca e oro che indossa non riesce a nascondere la sua corpulenza. Dopo avere impartito una cura sacra a Horan, controlla lo stato di Juan Sanchez Villalobos Ramìrez, appoggia una mano sui suoi occhi e, utilizzando i poteri concessogli dalla sua Dea, rimuove la cecità che affliggeva il guerriero.

I due si congedano immediatamente da Lord Gallifrey, e ripartono alla volta del Distretto Grigio al quale arrivano proprio mentre i loro compagni stanno uscendo dal cancello, con i miseri resti del corpo del giovane Gaagi avvolti in un lenzuolo trovato nella cripta. Il corpo straziato di Santos, il cavallo di Ramirez, è li vicino. Mentre i personaggi si dirigono verso il luogo del macello, una donna di mezza età si avvicina a loro prostrandosi e scusandosi senza apparente motivo: ‘non lo sapevo’, dice loro ‘non sapevo che con il secchio che mi hanno chiesto avrebbero fatto ciò che hanno fatto!’.

Alle domande del gruppo, la donna risponde che tre uomini mai visti prima, all’apparenza della etnia degli Sczarni, le hanno chiesto un secchio che stava utilizzando e lo hanno poi utilizzato per raccogliere il sangue del cavallo che sono andati a sgozzare, incuranti dei passanti. Poi, mentre si dirigevano a est, hanno fatto in modo di versare parte del sangue per lasciare una traccia visibile del loro passaggio!

Il gruppo decide allora di andare velocemente al ghetto Shoanti a Punta Nord, dove consegnano a Mille Ossa, come promessogli, il corpo del nipote, per poi tornare a sud per seguire la traccia di sangue volontariamente lasciata dai tre.

La traccia li conduce poco lontano, in un giardino pubblico dove, seduti a un tavolo due uomini robusti stanno giocando a dadi. Un terzo uomo, appena si accorge del loro arrivo, raccoglie da terra un secchio e inizia ad annaffiare dei fiori con il sangue di Santos! ‘Dicono che annaffiare i fiori con sangue di cavallo produca delle fioriture meravigliose’ dice in maniera beffarda rivolto agli avventurieri!

L’uomo, mai visto prima in città, dice di chiamarsi Guaril Karela e di avere punito i personaggi per l’assassinio di Stevan, il capofamiglia del villaggio di Fine del Sentiero, e per fargli capire che mai e poi mai dovranno più permettersi di toccare uno Sczarni. I suo due compagni sono Zilly Fortuna, un energumeno armato di mazza e Vanekin Lipera, un uomo magro armato con uno stocco.

Gli occhi di Juan Sanchez Villalobos Ramìrez sono in fiamme e, anche se i tre ostentano una tranquillità sospetta, impugna la spada e si getta contro i tre zingari. I compagni, decisi a dare una lezione ai tre, lo seguono. Gli Sczarni non sembrano volere uccidere i personaggi, d’altronde il parco pubblico è molto in vista, e combattono cercando di stordire piuttosto che ferire a morte. Gli avventurieri, invece, colpiscono più volte per uccidere, ma i loro avversari si dimostrano molto forti e molto abili a combattere e, uno dopo l’altro, Ramirez e compagni cadono a terra svenuti.

Jhatal è l’unica del gruppo ad essere rimasta defilata, nascosta dietro un albero. Quando l’ultimo dei suoi compagni ancora in piedi cade a terra stordito, lascia il suo nascondiglio e fugge verso nord per cercare aiuto. Gli Sczarni le pare che si siano accorti della sua presenza, ma questi non la inseguono.

Dopo qualche minuto l’elfa torna sul posto, insieme ad alcune guardie Korvosiane. I suoi compagni sono ancora tutti svenuti, ma fortunatamente nessuno di loro sembra in pericolo di vita. Gli Sczarni, però, li hanno derubati di tutto l’oro e l’argento che avevano indosso.

Aiutata dalle milizie, Jhatal trova un paio di carri e con questi trasporta i compagni fino al Sanatorio Themanexus, dove i cinque, ancora incoscienti, vengono immediatamente sistemati su dei letti in una grande stanza comune.

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