Bless of the Crimson Thursday

La cripta di Rolth

Edge of Anarchy parte 13

Juan Sanchez Villalobos Ramìrez, Horan Tuk-Baruhk e Ragnar sono ancora da soli nella cripta nella quale sono scesi per cercare il corpo senza vita del giovane Shoanti. I loro tre compagni che li avrebbero raggiunti dopo essere passati all’armeria da Kepp ad acquistare due archi, ancora non si vedono, e i primi decidono di proseguire l’esplorazione senza aspettarli.

Dopo avere controllato la zona dove vivevano gli gnefri, senza trovare nulla di valore, giungono ad una grande stanza al centro della quale, su due grandi tavoli, trovano i corpi esangui e senza vita di due uomini: quattro stirgi, dei piccoli uccelli con il becco a proboscide, stanno succhiando sangue dai corpi. Altre due Stirgi, appollaiate su delle gabbie addossate alla parete, spiccano il volo e li attaccano! Una delle due riesce ad attaccarsi al collo di Horan Tuk-Baruhk e a togliergli del sangue ma poco dopo entrambe, insieme alle quattro attaccate ai corpi, vengono uccise.

Poco dopo, scendono nella cripta e si uniscono ai compagni anche Jhatal, Lionel C.K. e Grenon Tadder.

Dopo che i primi arrivati hanno raccontato agli altri lo scontro con gli scheletri accaduto poco prima, Il gruppo al completo prosegue non senza timore nella perlustrazione dei sotterranei. Horan Tuk-Baruhk scopre alcuni stretti passaggi nascosti utilizzati dagli gnefri, e tre avventurieri ci si infilano, mentre gli altri tre proseguono attraversando normalmente la stanza. Poco dopo il gruppo si ritrova agli estremi di un lungo e macabro corridoio: le pareti sono completamente ricoperte da teschi umani incastonati nella roccia! Quando Ragnar e Ramirez entrano nel corridoio, tre di questi teschi fuoriescono dalle pareti, attaccate a ciascuno dei tre teschi una lunga fila di vertebre a creare tre Necrofidi, creature scheletriche simili a grandi serpenti.

Jhatal non si fa sorprendere e scocca immediatamente una freccia dal suo arco che stacca di netto il teschio dalle vertebre, uccidendo uno dei tre mostri. Gli altri due, però, con una strana danza riescono a immobilizzare Ragnar e Ramirez, che restano in mezzo al corridoio fermi, come incantati. Non appena Grenon Tadder si getta in aiuto dei compagni, diversi getti di acido partono dalle bocche di alcuni dei teschi incastonati nella pietra, ferendo lui e qualche compagno. Ciò nonostante, il guerriero raggiunge uno dei necrofidi e riesce ad abbatterlo con un potente fendente della sua spada. Subito dopo, Horan Tuk-Baruhk che era tornato sui suoi passi insieme a Jhatal, prende alle spalle l’ultimo mostro e ne spezza la non vita con un colpo d’ascia.

Ora anche i tre avventurieri arrivati più tardi hanno visto che genere di creature abitano in questa cripta! Nessuno di loro, prima di oggi, aveva mai fronteggiato delle creature non morte. Impauriti ma determinati, i personaggi decidono di proseguire l’esplorazione: non hanno ancora trovato il corpo che stanno cercando.

Nella grotta seguente, trovano una sorta di laboratorio alchemico. Uno dei tavoli è rovesciato a terra, e sul pavimento ci sono parecchie ampolle frantumate e liquidi appiccicosi. Una porta sulla parete sud è sbarrata con robuste assi di legno, per impedire che possa essere aperta dall’interno. Appoggiando un orecchio sulla porta, si sente un ringhio disumano e il rumore di artigli e zoccoli che grattano sul terreno. I personaggi decidono che quella portaè meglio che resti sbarrata, e proseguono verso la grotta adiacente, dove appena entrati vengono attaccati da un enorme Ogrekin dalla faccia deformata da grossi tumori!

L’ogrekin urla di essere al servizio di Rolth, che questi tornerà presto e che per gli invasori non ci sarà pietà. Ragnar impugna la spada e si getta addosso all’essere deforme, che cade a terra senza vita sotto i colpi del barbaro.

Nella grotta, imprigionati in delle profonde fosse, gli avventurieri trovano due umani, un varisiano di nome Jiddu e una cheliasiana di nome Tiora. Entrambi sono in pessime condizioni, ringraziano di cuore i loro salvatori e dicono di essere persone povere, catturate nel distretto grigio da una banda di gnefri. Gli avventurieri li scortano fino all’ingresso della cripta, dicendo loro di tornare alle loro case. Juan Sanchez Villalobos Ramìrez dice loro che se ne avranno bisogno, potranno trovarli alla locanda dei Tre Anelli.

Continuano quindi l’esplorazione della cripta e, in una stanza a nord trovano un grosso tavolo sul quale è fissato con delle cinte di cuoio un abominio: un corpo senza vita, messo insieme cucendo parti provenienti da corpi diversi, alcune umane e alcune animali! La testa, visibilmente piccola in confronto al torso sul quale è stata attaccata, ha una cicatrice sulla guancia destra e un tatuaggio Shoanti sulla nuca: è la testa di Gaagi, il nipote di Mille Ossa. Dopo la scoperta, Grenon stacca la testa dal corpo e la mette in un sacco. Propone poi di andarsene da quel luogo immondo e tornare dal vecchio Shoanti per restituirgliela ma, come ben gli ricorda Ramirez, in base alle tradizioni shoanti, a Mille Ossa serve tutto il corpo del giovane per poter compiere il rito funebre. Quindi il gruppo decide di proseguire, alla ricerca del corpo del giovane.

Andando ancora verso nord, giungono in una camera da letto, vuota. Un passaggio conduce verso est, ed è sbarrato da due uomini senza vita. Sono in piedi, fermi, gli occhi fissi nel vuoto e le braccia protese in avanti. Alcune parti del loro corpo sono corrotte, in putrefazione, sono due zombie.
Dalle loro spalle giunge una voce stridula: ‘andatevene’ grida ‘andatevene finché siete in tempo!’, ‘andatevene prima che torni Rolth!’.

Gli avventurieri non ascoltano le minacce che provengono dalla stanza accanto e si gettano dentro la stanza, affrontando i due zombie e scoprendo che la voce era quella di uno gnefro che impugna uno scettro e… sembra incredibile… sta VOLANDO vicino all’alto soffitto della stanza. Mentre gli zombie tengono impegnati gli avventurieri, Vreeg, così dice di chiamarsi, inizia a recitare strane frasi in una lingua incomprensibile e una mano eterea appare vicino a lui, si dirige velocemente verso Ramirez e lo tocca sul petto. Subito dopo sugli occhi del guerriero cala l’oscurità!

L’anziano guerriero privato della vista estrae il suo arco e prova a scagliare comunque qualche freccia, mentre i compagni si fanno avanti dopo avere abbattuto i due zombie cercando di colpire lo gnefro con frecce, dardi e lanci di coltelli. Vreeg lancia nuovamente un incantesimo, e questa volta una profonda oscurità si irradia dall’armatura di Ragnar e avvolge tutti i compagni che gli sono attorno. Presi di sorpresa, gli avventurieri vengono colpiti da dardi magici scagliati dal mago, e Horan Tuk-Baruhk, colpito in maniera grave, si siede a terra per non perdere i sensi.

Ragnar, resosi conto che l’oscurità che sta avvantaggiando il loro avversario è prodotta dall’incantesimo che ha colpito la sua armatura, indietreggia a tentoni nella stanza precedente e inizia a sfilarsela, anche se per farlo impiegherà parecchio tempo. Nel frattempo, lo gnefro genera una fiammata che travolge i personaggi e, visto che è stato colpito un paio di volte, decide di oltrepassarli e iniziare una fuga.

I personaggi, seppure ancora nell’oscurità, si accorgono della cosa e Jhatal e Grenon Tadder iniziano a inseguirlo attraverso la cripta. Dopo pochi passi, sono usciti dalla zona di oscurità generata dall’armatura di Ragnar ed entrambi riescono a vedere il mago che sta volando verso l’uscita. Correndo a perdifiato riescono a raggiungerlo proprio mentre si sta infilando nello stretto cunicolo che gli permetterebbe di guadagnare l’uscita e Grenon, con un preciso colpo della sua spada lo trafigge da parte a parte facendolo crollare a terra morto!

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