Bless of the Crimson Thursday

Un ammutinamento annegato nel sangue

Seven days to the grave parte 8

La mattina seguente Horan Tuk-Baruhk si sveglia manifestando i sintomi del Velo di Sangue. Insieme ai compagni si incammina verso lo Scrigno di Abadar, per essere curato, mentre Ragnar e il redivivo Juan Sanchez Villalobos Ramìrez restano sulla Shintia.

Nel tragitto verso il tempio, la gravità della situazione in città appare agli occhi degli avventurieri in tutta la sua gravità: molti sono ormai gli appestati che implorano delle cure, mentre diversi carri pieni di corpi senza vita si dirigono a sud, verso il Distretto Grigio, da dove si innalza una tetra colonna di fumo maleodorante che ammorba l’intera Korvosa.

Giunti alla Banca di Abadar, riescono a farsi largo tra la folla che vorrebbe entrare e vengono accolti. Horan viene curato da uno dei sacerdoti, poi, vengono ricevuti dall’Arcibanchiere Darb Tuttle. Al grande sacerdote raccontano gli ultimi avvenimenti e mostrano le due bacchette decorate con rune che hanno trovato nascoste sotto la statua di Urgathoa, scoprendo da questi che si tratta di due preziosi artefatti magici, capaci, nelle mani giuste, di rilasciare quella energia divina guaritrice che è dono esclusivo dei servitori delle divinità.

Nel frattempo, un giovane soldato della Guardia Korvosiana si presenta al molo dove è ormeggiata la Shintia. Ha un messaggio per Ramirez da parte del Maresciallo Cressida Kroft: Il giorno seguente, a mezzogiorno, ci sarà la prima udienza pubblica di sua Maestà la Regina Ileosa Arabasti dal giorno della fallita esecuzione di Trinia Sabor, circa due settimane prima.

L’udienza si terrà nella sala cremisi di Castel Korvosa e sarà riservata a pochi sudditi: i rappresentanti delle grandi e delle piccole case nobili, nonchè agli ufficiali della Guardia Korvosiana e della Compagnia Fosca e il maresciallo Kroft vorrebbe che Ramirez la accompagnasse. Se egli vorrà accettare la richiesta del maresciallo, basterà che si presenti alla Cittadella Volshianek nella tarda mattinata.

Poco più a nord, gli altri quattro avventurieri lasciano la Banca di Abadar e tornano nuovamente all’Ospizio della Sirena Benedetta. Raggiunti i sotterranei si dirigono verso la stanza segreta dove si nasconde Ramoska Arkminos per chiedergli come procede la sua ricerca del vaccino. L’umore del nosferatu non è buono: tutto il sangue varisiano contenuto nelle provette trovate nei laboratori dei medici della regina, sembra essere stato contaminato da questi con altre pestilenze, e non gli permette di procedere con i suoi esperimenti. Gli ci vorrebbe del sangue di una persona immune, sulla quale non siano stati fatti esperimenti, come ad esempio quello del mezzo Shoanti che era stato suo prigioniero, e al quale lui non aveva iniettato nulla: Elrik Tamiir-Klar.

Con il proposito di cercare il mezzo-shoanti la mattina successiva, i quattro tornano alla Shintia. Jhatal, prima di raggiungere gli altri, esce dalla città e fa visita alla famiglia dei Soldado a Fine del Sentiero: sono affamati e impauriti, ma fortunatamente nessuno di loro è malato.

Il mattino seguente, Horan, Lionel, Grenon e Jhatal si dirigono a Punta Nord, verso il ghetto Shoanti, dove sperano di trovare il giovane. Giunti sul posto vengono ricevuti da Mille Ossa. Il vecchio e cieco sciamano ascolta le loro richieste e manda a chiamare Elrik Tamiir-Klar. Gli avventurieri, gli chiedono di tornare di nuovo tra le mani di quello che è stato il suo carceriere, perchè solo il suo sangue può permettere di trovare una cura per il morbo che sta uccidendo gli abitanti di Korvosa.

E’ una richiesta difficile da accettare, ma Elrik acconsente, a patto che se davvero verrà trovata una cura i primi a beneficiarne dovranno essere quelli della sua gente! Ai quattro la proposta pare sensata, e stretto l’accordo lo conducono dal nosferatu che gli appoggia sul corpo delle sanguisughe per effettuare il prelievo di sangue.

Nello stesso momento, Ramirez e Ragnar si dirigono verso la Cittadella Volshianek. La caserma della Guardia Korvosiana non sembra la stessa di una settimana prima: gli effettivi in servizio sono molto pochi, evidentemente il Velo di Sangue ha seminato diverse vittime anche tra i militari! Il Maresciallo Cressida Kroft li riceve e chiede a Ramirez di indossare una divisa della guardia, in quanto, non essendo tra gli invitati all’udienza, dovrà confondersi tra le altre guardie che la accompagneranno. Ragnar insiste ripetutamente in quanto vorrebbe partecipare anch’egli, ma Cressida è irremovibile: rischia già parecchio a portare con se Ramirez e non può davvero permettere anche a lui di seguirla.

Il barbaro si infuria e protesta, ma alla fine accetta il volere della donna e si rassegna ad aspettare il loro ritorno in caserma. La rappresentanza della Guardia Korvosiana, una decina in tutto, si avvia quindi verso Castel Korvosa.

Una volta arrivati, vengono accolti da alcune Sirene Grigie e condotti alla sala cremisi, che nel giro di qualche minuto si riempie accogliendo esponenti della nobiltà e dell’altra forza armata cittadina: la Compagnia Fosca.

Dopo qualche minuto di attesa, giunge infine la Regina Ileosa Arabasti, accompagnata dalla sempre presente Sabina Merrin. La regina indossa un bell’abito verde, e sul capo ha una strana corona che a vederla da lontano sembra fatta in legno!

Dopo avere salutato i presenti, la regina comunica che il Dottor Reiner Davaulus è attualmente imprigionato a palazzo Longacre e sarà a breve processato per alto tradimento in quanto ritenuto colpevole di avere ingannato il trono e tutta korvosa spargendo il morbo noto come ‘Velo di Sangue’ anziche cercare di curarlo.

Dice anche che le chiese di Abadar, di Sarenrae e di Pharasma stanno cercando in tutti i modi di trovare una cura per questa pestilenza, e lei confida che ci riusciranno molto presto. Biasima l’ Ordine del Chiodo che ha abbandonato Korvosa in questo momento buio per ritirarsi in maniera codarda nella sua fortezza di Cittadella Vraid.

Invita poi ad avvicinarsi a lei il leader della Compagnia Fosca, colui che sarebbe dovuto diventare il nuovo siniscalco dopo la scomparsa del Siniscalco Neolandus Kalepopolis: il Comandante Marcus Thalassinus Endrin.

Il ranger, che nelle ultime occasioni non ha celato il suo malcontento verso l’operato della regina, si avvicina al trono.

La regina ileosa spiega ai convenuti che data la gravità del momento ha deciso di nominare il neonato corpo militare delle Sirene Grigie, guidato da Sabina Merrin, come protettore di Korvosa. In virtù di questo la Compagnia Fosca viene dichiarata disciolta e i suoi ranger confluiranno nella Guardia Korvosiana. Chiede pertanto al Comandante Marcus di riconsegnare il distintivo che attestava la sua carica e di mettersi al servizio insieme ai suoi uomini del Maresciallo Cressida Kroft.

I partecipanti all’udienza restano senza fiato e fissano colui che sarebbe dovuto diventare la seconda persona più importante di Korvosa e che ora viene umiliato in questo modo. Il comandante stacca dal petto il pesante distintivo d’argento ma invece di consegnarlo a Sabina Merrin lo scaglia con sprezzo addosso alla regina!

‘Tu non sei la nostra regina!’ urla in preda al furore, ‘sei un demonio che sta cercando di uccidere ogni abitante di Korvosa, ma io te lo impedirò!’

Detto questo, tra lo sgomento generale e prima che Sabina o le altre Sirene Grigie facciano in tempo a fermarlo, il Comandante Marcus imbraccia la sua balestra e con un gesto fulmineo scaglia un dardo che si conficca nella tempia della regina!

Nessuno si aspettava un gesto del genere e tutti restano senza fiato! Ramirez e Cressida si guardano sbigottiti. Ma il loro stupore si trasforma in qualcos’altro quando la regina, invece di crollare a terra ferita a morte, con la mano sinistra estrae dalla tempia il dardo, si avvicina al comandante Marcus e dopo averlo facilmente sollevato da terra prendendolo per il collo gli conficca il dardo tra gli occhi, uccidendolo sul colpo!

‘Ecco cosa succede a chi mi si oppone!’ grida ai presenti con uno sguardo alienato.

Poi scoppia il caos: Sabina Merrin fa allontanare velocemente la regina dalla stanza del trono, mentre una dozzina di Sirene Grigie si frappone combattendo contro alcuni ranger della Compagnia Fosca. Dopo che tre ranger sono caduti a terra e molti dei nobili sono scappati, la situazione torna ad una specie di normalità. Il Maresciallo Cressida Kroft ha chiesto ai suoi uomini di non compiere gesti sconsiderati, per evitare una carneficina, e anche Ramirez si è attenuto alla sua richiesta.

Usciti dal castello e di ritorno in caserma, l’immagine innaturale della regina resta negli occhi di entrambi: cosa sarà mai successo?

Riferito l’accaduto a Ragnar, i due tornano all’imbarcazione di Ramirez.

Durante il pomeriggio, e prima che rientrino gli altri quattro, un nano si presenta al molo: è un amico di vecchia data di Ramirez, si chiama Varric e sa usare bene la penna per scrivere, quanto la balestra. Dice di essere arrivato in città da qualche tempo e di essere venuto a conoscenza della presenza del vecchio amico che finalmente ha rintracciato.

Nel tardo pomeriggio i quattro che erano all’ospizio della sirena benedetta fanno rientro alla Shintia. Juan Sanchez Villalobos Ramìrez racconta loro gli avvenimenti sconvolgenti ai quali ha assistito e nel gruppo nasce un acceso dibattito sul da farsi: c’è chi vorrebbe affrontare direttamente la regina, che chiaramente è un demone, chi vorrebbe coinvolgere i nobili, senza l’appoggio dei quali non sarebbe possibile defenestrarla, chi vorrebbe consultarsi con Vencarlo Orisini, chi vorrebbe sollevare il popolo e assaltare direttamente Castel Korvosa!

Nella concitazione dello scontro verbale, sotto gli occhi stupiti del neo arrivato, Juan Sanchez Villalobos Ramìrez e Lionel C.K. si infuriano uno con l’altro e alla fine il Brevoyano caccia Lionel dalla sua barca, dicendo che non potrà mai più metterci piede!

La notte giunge, e sono in molti ad essere insonni.

Il giorno seguente, arriva la notizia che in città è stato decretato il coprifuoco, e che per limitare il contagio, Korvosa Vecchia, che è il quartiere più colpito dall’epidemia, è stata isolata dal resto della citta! Tutti i ponticelli di legno che permettevano di attraversare facilmente lo Stretto di Alika sono stati abbattuti e l’unico ponte di pietra è presidiato da entrambi i lati da una dozzina di Sirene Grigie che impediscono a chiunque di passare.

La regina sembra avere deciso di lasciare Korvosa Vecchia al suo destino!

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