Bless of the Crimson Thursday

L'Ospizio della Sirena Benedetta

Seven days to the grave parte 5

Gli avventurieri sono davanti all’Ospizio della Sirena Benedetta, l’ex deposito degli Arkona ora adibito a ospedale e base dei medici della regina.

Certi di un coinvolgimento del Dottor Reiner Davaulus e dei suoi uomini nel morbo che sta dilagando a Korvosa, decidono di usare le maniere forti e entrano nell’edificio nonostante il tentativo di fermarli dell’infermiera all’ingresso.

All’interno, in un grande salone, una trentina di letti ospitano altrettanti pazienti, tutti affetti dal Velo di Sangue e la maggior parte dei quali in gravi condizioni. Ad accudirli ci sono due medici della regina. Quattro Sirene Grigie, due nella sala e due su un soppalco, garantiscono la protezione della corona all’ospedale.

I due medici intimano agli avventurieri di lasciare la sala, ma Ragnar estrae la spada e, nel salone che ospita decine di malati in fin di vita, scoppia uno scontro armato. Il barbaro viene colpito più volte dalle Sirene Grigie, ma in breve tempo il gruppo elimina uno dei due dottori e le due guardie che erano nel salone, mentre le due che erano sul soppalco prendono una via d’uscita e scompaiono alla loro vista.

Il secondo dottore, invece, tenta la fuga e viene bloccato da Grenon Tadder mentre sta cercando di azionare un montacarichi per salire al piano superiore. Aiutato da Horan Tuk-Baruhk, il guerriero dal volto ustionato si fa trasportare al piano di sopra dove ad aspettarlo ci sono altri tre dottori e le due Sirene Grigie che si trovavano sul soppalco! L’avventatezza, questa volta, potrebbe costargli cara!

Per sua fortuna dopo qualche istante sopraggiungono Horan e Juan Sanchez Villalobos Ramìrez a dargli manforte. Uccisi i dottori e la prima guardia, presi dalla frenesia, Grenon e Horan si gettano in avanti in una sala adiacente, lasciando da solo l’anziano guerriero a combattere con la guardia ancora in vita. Ramirez riesce a sbilanciarla e a farla cadere a terra, ma questa per ben tre volte, da prona, riesce a colpirlo all’inguine con la sua spada, ferendolo gravemente. A salvargli la vita ci pensa Jhatal, appena giunta dalle scale, che conficca una freccia nella schiena della Sirena Grigia.

Nella stanza dove si sono fiondati il nano e il guerriero, ci sono sei letti, cinque dei quali occupati da uomini e ragazzi, tutti di razza varisiana, che non mostrano gli evidenti sintomi del morbo. Tutti sono in stato di incoscienza, come se fossero stati sedati. In uno studio adiacente, dove il medico ancora vivo dice che dovrebbe trovarsi il dott. Davalous, non c’è nessuno. Dopo avere preso alcuni flaconi di medicinali dallo studio, gli avventurieri tornano al piano terra, non capendo come possono essersi fatti sfuggire il medico della regina.

Ragnar non segue i compagni: stanco e ferito, decide di sdraiarsi per qualche minuto nell’unico letto libero insieme ai pazienti varisiani sedati. Dopo qualche minuto, uno di questi si mette seduto sul letto e inizia a parlare a Ragnar con una voce che al barbaro sembra così familiare… In realtà, nelle mentite sembianze di uno dei pazienti si celava proprio il Dottor Reiner Davaulus che grazie a un sortilegio riesce a convincere Ragnar di essere un suo caro amico di vecchia data.

Certo della sua amicizia, il barbaro acconsente alla richiesta del dottore, e lo accompagna al montacarichi, dove lo aiuta ad attivarlo per scendere prima al piano terra e poi, dopo che questi lo ha sbloccato, a un piano sotterraneo!

Horan Tuk-Baruhk e Jhatal sentono però i rumori causati dai due e accorrono alla stanza del montacarichi, dove il compagno gli racconta candidamente di avere aiutato un suo vecchio amico a scendere di sotto. Capendo che qualcosa non quadra, studiano come calarsi insieme ai compagni, mentre Grenon Tadder esce dall’edificio e corre al laboratorio di Feynman, dove convince il vecchio e malato alchimista a seguirlo all’ospizio della Sirena Benedetta affinchè provi a capire qualcosa dagli scritti e dagli esperimenti che stava conducendo il dott. Devalous che possa contribuire alla scoperta di una cura per il Velo di Sangue. Arrivati sul posto, conduce Feynman al primo piano e poi scende al piano terra raggiungendo i compagni.

Subito dopo, gli avventurieri aprono la botola segreta che celava l’accesso del montacarichi al piano sotterraneo e si calano con delle funi nel vano per accedere al rifugio segreto.

Ad attenderli, non appena aprono la porta del montacarichi, ci sono due sacerdoti di Urgathoa, e quattro medici che lanciano loro addosso prima del kerosene e poi delle ampolle incendiarie. Le fiamme divampano all’interno del piccolo vano e gli avventurieri ne escono con parecchie bruciature. Grenon Tadder, terrorizzato dal fuoco, ci mette più degli altri a riprendere il controllo ma poi aiuta i compagni a combattere, e insieme a loro riesce ad avere la meglio sugli avversari.

Iniziando ad esplorare il sotterraneo, gli avventurieri si rendono conto che proprio nel centro del Distretto Interno esiste un luogo consacrato ad Urgathoa, la pallida dea della malattia e della morte!

Gran parte delle ampie sale che perlustrano sono vuote, alcune sembrano essere appena state abbandonate… evidentemente gli occupanti li stanno aspettando altrove!

Dopo avere attraversato una grande sala inquietante, con pavimento e pareti di vetro a dividerli da un ammasso di corpi, o parti di corpi, in lento e immondo movimento, Juan Sanchez Villalobos Ramìrez decide di volere andare a chiamare il Maresciallo Cressida Kroft per mostrarle quanto hanno trovato e decidere insieme a lei come agire. Salito al piano terra, non riesce ad uscire dall’ospizio in quanto proprio mentre è nella grande sala con i malati vede sopraggiungere da fuori quattro Sirene Grigie, forse chiamate dalla donna che era all’ingresso.

Per non incontrarle, Ramirez torna velocemente sui suoi passi, si cala nuovamente nel vano del montacarichi e per non farsi scoprire, chiude dietro di se la botola. Peccato che più tardi, Jhatal non riuscirà ad aprirla e il gruppo resterà imprigionato all’interno dei sotterranei.

Non avendo via di fuga, gli avventurieri continuano ad avanzare e giungono in una grande sala dove ad attenderli ci sono una moltitudine di nemici: diversi sacerdoti di Urgathoa, dei medici della regina, otto creature non morte: quattro scheletri e quattro zombie, nonchè il Dottor Reiner Davaulus e il negromante Rolth.

Arruolando tra le loro fila tre prigionieri appena liberati, che diventano ben presto carne da macello, gli avventurieri si gettano armi in pugno contro contro i malvagi, ma lo scontro con Rolth è impari: il folle praticante di magia oscura, del quale avevano distrutto il rifugio al Distretto Grigio qualche settimana prima, scatena contro di loro la sua magia nera: Ragnar viene indebolito considerevolmente mentre Juan Sanchez Villalobos Ramìrez, colpito da un oscuro sortilegio perde completamente il senno e diventa incapace persino di parlare, nonchè di comprendere cosa gli dicono i compagni.

Nonostante gli enormi poteri magici dell’uomo, gli avventurieri continuano a combattere per salvarsi la vita, e riescono ad avere la meglio sugli scagnozzi e sulle creature non morte del negromante costringendo il Dott. Davaulus a diventare invisibile per sfuggire loro e lo stesso Rolth a utilizzare un potente incantesimo di teletrasporto per andarsene dallo scontro! Mentre lo fa, il negromante grida di essere stufo di essere al servizio di Lady Andaisin e della sua Dea pallida e che preferisce togliersi di mezzo.

Svanito Rolth e scomparso il Dott. Davaulus, gli avventurieri restano soli nella grande sala, tra una decina di corpi morti a terra. Appena preso fiato, tutti si girano verso Juan Sanchez Villalobos Ramìrez, seduto a terra, poco lontano. Accucciato a terra, lo sguardo vacuo, guaisce rumorosamente, mentre con la lingua si lecca una profonda ferita procuratasi al braccio.

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