Bless of the Crimson Thursday

L'inizio di una epidemia?

Seven days to the grave parte 2

E ormai passata la mezzanotte, e Jhatal, Grenon Tadder e Horan Tuk-Baruhk sono nella zona dei moli a Korvosa Vecchia. Con loro c’è Delora, la ragazza che gli è stata appena consegnata da Vencarlo Orisini. Si avvicinano ad un pescatore che sta sorvegliando le barche e gli offrono qualche moneta d’oro per farsi portare sull’altra sponda dello Jeggare, senza che faccia troppe domande. L’uomo accetta e dopo pochi minuti i tre sono sulla sponda orientale del fiume, e si dirigono verso la fattoria abbandonata di Lionel per passare la notte.

Ragnar è invece sulla Shintia con Juan Sanchez Villalobos Ramìrez, e su richiesta del compagno rintraccia in un bordello poco lontano due prostitute e le conduce sulla barca per passare la notte il loro compagnia.

Il mattino seguente, Grenon e Horan vengono svegliati dai colpi di tosse di Jhatal. L’elfa non si sente benissimo: non ha macchie rosse in faccia come quelle che aveva il giorno prima Brienna Soldado, ma tossisce e si sente un po’ di febbre. I due compagni, cercano di non starle troppo vicino e la invitano a rimanere alla fattoria, mentre loro due vanno a cercare di acquistare un cavallo per Delora.

Trovato l’animale in una delle fattorie vicine, lo acquistano e lo consegnano alla ragazza, che partità subito per raggiungere il villaggio di Harse, dove dovrebbe essere al sicuro. Prima che parta, Grenon le fa qualche domanda per scoprire perchè è stata catturata e messa a morte spacciandola come Trinia Sabor, e se ha qualcosa da dirgli della sua fuga con Blackjack. La ragazza dice di essere stata stata rapita da alcuni uomini, e picchiata fino a quando non ha perso i sensi. Poi non ricorda nulla, ne della prigionia ne del salvataggio, sicuramente è stata drogata. Il primo ricordo che ha è di essersi risvegliata in un letto all’accademia Orisini.

Rientrati a Korvosa, Jhatal si dirige immediatamente al Sanatorio Themanexus: vuole farsi visitare da Mirjam per capire se la figlia di Tayce Soldado le ha trasmesso la malattia che l’aveva colpita. Al sanatorio, però, la sacerdotessa di Sarenrae non c’è, e l’elfa si fa visitare da un suo collega, un giovane sacerdote di nome Panfalky che la rassicura e le dice che con un po’ di riposo e di bevande calde, tosse e febbre se ne andranno da sole. Non convinta dal giovane, Jhatal si dirige al tempio di Sarenrae, dove le è stato detto che si trova Mirjam. Questa la visita a sua volta e non ritiene siano necessarie costose cure divine: nel caso la situazione peggiorasse, l’indomani potrà trovarla al sanatorio.

Verso ora di pranzo, gli avventurieri si ritrovano tutti sulla Shintia, anche se Horan il nano non gradisce affatto di dovere salire su quella cosa galleggiante. Dopo essersi aggiornato, il gruppo si divide nuovamente: Jhatal e Horan Tuk-Baruhk si dirigono verso la Banca di Abadar dove aprono due conti a loro intestati e depositano l’oro che hanno guadagnato nei giorni precedenti, mentre gli altri si dirigono nella conceria di Korvosa Vecchia dove è nascosto il laboratorio di Feynman.

L’alchimista non ha idea di come affrontare questa strana malattia descrittagli dagli avventurieri, ma gli consegna alcune pozioni che potranno tornare loro utili in caso di combattimenti. Ramirez, vedendo che l’uomo utilizza una maschera imbottita di carbone mentre lavora sui suoi alambicchi, gli chiede di poterne avere una uguale, e Feynman gliene vende una che teneva come scorta.

Nel mentre, Jhatal e Horan tornano a Fine del sentiero, per accertarsi delle condizioni di Brienna Soldado. La bambina sta decisamente meglio, e dopo le cure avute due giorni prima da Mirjam sta recuperando le forze. Lo stesso non può dirsi del suo compagno di giochi Peter, che abita poco lontano, che invece mostra chiaramente i sintomi della malattia, ha la febbre molto alta e convulsioni. La madre chiede aiuto ai due avventurieri, che però decidono di non potere spendere le 350 monete d’oro che sarebbero richieste da un chierico e quindi lo lasciano al suo destino.

Prima di tornare alla barca di Ramirez, che sta diventando il loro nuovo quartier generale, Horan Tuk-Baruhk utilizza l’oro che non ha depositato in banca per acquistare un carro trainato da un cavallo: non gli va di dormire sulla barca e intende utilizzarlo per passarci le notti.

Giunge la notte, e gli avventurieri dormono a bordo della Shintia, tranne Horan che dorme dentro il suo carro parcheggiato sul molo e Ragnar, che dorme a casa con la moglie.

Al mattino, Jhatal si sveglia ed ha il volto cosparso di macchie rosse, mentre Ragnar si sveglia nel suo letto, madido di sudore e febbricitante!

Grenon si affretta ad avvisare la vecchia Agnes, dicendole di fare scorta di cibo e di chiudersi in casa: qualcosa di molto brutto, le dice, sta per succedere a Korvosa!

Verso metà mattinata, un accolito della Banca di Abadar giunge alla Shintia: Theandra Darklight della Locanda dei tre Anelli gli ha detto che poteva trovare lì gli avventurieri. Dice loro che Ishani Dhatri, il sacerdote che hanno conosciuto a casa dei Soldado tre giorni prima, avrebbe bisogno del loro aiuto e li aspetta alla Cripta di Abadar. Jhatal se ne va al Sanatorio Themanexus per chiedere le cure divine di Mirjam, mentre Ramirez e Ragnar non hanno nessuna intenzione di aiutare il chierico di Abadar: a loro non piace affatto che vengano richieste delle offerte così elevate per fornire le cure divine a chi ne ha bisogno.

Ad accogliere l’invito del sacerdote, sono quindi solo Grenon e Horan, che si dirigono verso la Cripta di Abadar. Arrivati sul posto restano sbalorditi dal fatto che decine di popolani siano accalcati sulle scalinate che conducono all’entrata del grande tempio, cercando di entrare per chiedere aiuto mentre due chierici in armatura pesante bloccano loro l’ingresso. Molti di essi tossiscono, ed hanno sul volto le macchie rosse che indicano che hanno contratto la nuova terribile malattia che si sta diffondendo in città.

Horan e Grenon si fanno largo a forza, e giunti all’ingresso vengono fatti entrare quando dicono di essere attesi da Ishani Dhatri. Una volta entrati, trovano velocemente il sacerdote che dice di avere chiesto il loro aiuto perchè vorrebbe essere scortato alla Cittadella Volshianek. Dice di volere coordinare gli sforzi della sua chiesa con quelli della Guardia Korvosiana per fare fronte a quella che sembra stia per diventare una vera epidemia. Il suo superiore, il capo della chiesa di Abadar, l’Arcibanchiere Darb Tuttle sta facendo lo stesso con i suoi pari ruolo della chiese cittadine di Sarenrae e di Pharasma.

I due avventurieri accettano l’incarico, in cambio di 50 monete d’oro e della promessa di una cura divina gratuita a testa, qualora ne avessero necessità e si dirigono insieme al sacerdote verso la caserma della Guardia Korvosiana.

Arrivano sul posto e trovano che nella corte interna della caserma sono riunite diverse decine di elementi della Guardia Korvosiana e di rangers della Compagnia Fosca. Il Maresciallo Cressida Kroft sta parlando da un palco, alle sue spalle tre veterani della guardia: il Capitano Tobias Siril, il Capitano Marcus Galwatty e il Capitano Kerric Fain.

Al suo fianco, c’è anche il Comandante Marcus Thalassinus Endrin accompagnato dal suo luogotenente, il Capitano Hargev.

Oltre a questi militari, ci sono anche delle figure che gli avventurieri non conoscono: una donna in armatura completa grigia e cremisi, con un elmo che le copre completamente il volto; un uomo di mezz’età che indossa abiti civili e porta con se una borsa di pelle e una decina di strani individui, vestiti con degli impermeabili in pelle cerata, guanti e cappelli neri e che indossano delle strane maschere simili al becco di un uccello.

Il tono di voce del Maresciallo Cressida è autoritario, ma rivela una dose di nervosismo. Tra le numerose guardie convocate, diverse sembrano sconcertate, e si sentono alcuni commenti che manifestano malcontento. Il capo della Guardia cittadina, sta dando comunicazione alle guardie e agli ufficiali delle nuove disposizioni ordinate da sua maestà la Regina Ileosa Arabasti: Per affrontare la malattia sconosciuta apparsa a Korvosa da qualche giorno, è stato istituito un nuovo ordine militare, quello delle Sirene Grigie che prende ordini direttamente dalla regina e che aiuterà la Guardia Korvosiana e la Compagnia Fosca a mantenere l’ordine in città.

Inoltre, è stato istituito anche l’ordine dei Medici della Regina, diretto dal Dottor Reiner Davaulus, che avrà il compito di arginare lo svilupparsi della nuova malattia.

Quando Cressida comunica ai suoi uomini e a quelli del Comandante Marcus Thalassinus Endrin, che tace scuro in volto al suo fianco, che gli ordini impartiti dalle Sirene Grigie e dai Medici della Regina dovranno essere eseguiti come se fossero impartiti dai loro diretti superiori, il disappunto tra i soldati si manifesta apertamente, costringendo il Maresciallo Croft ad alzare la voce e ricordare a tutti che sono uomini al servizio di Korvosa, e pertanto sono tenuti ad obbedire agli ordini che provengono dal trono cremisi!

Dopo il rompete le righe, guardie e rangers lasciano lentamente il piazzale, adeguandosi obtorto collo alle disposizioni ricevute. Horan e Grenon si fermano per qualche minuto con Cressida, che gli presenta il Dottor Reiner Davaulus, un cheliaxiano sulla quarantina, che dice loro che farà di tutto per curare gli abitanti di Korvosa e fermare il diffondersi della malattia.

A Horan Tuk-Baruhk questa faccenda piace sempre meno: Korvosa non è la sua città e il timore che stia per scoppiare una epidemia che possa contagiarlo è sempre più forte. In fretta si dirige al Sanatorio Themanexus e, dopo avere spiegato la situazione a Jhatal esce insieme a lei dalla città, e si dirige verso la fattoria di Lionel.

Grenon Tadder è di diverso avviso: non abbandonerà di certo Korvosa e le persone a cui tiene al loro destino. Corre quindi alla Shintia, e riferisce a Ramirez le intenzioni del nano. Il Brevoyano parte in sella al suo nuovo cavallo e raggiunge il nano e l’elfa fuori città, parla con loro e cerca di dissuaderli dall’andarsene lontano da Korvosa. I due non sembrano propensi ad accettare, ma gli garantiscono che passeranno la notte alla fattoria, e prenderanno una decisione il giorno successivo.

Finisce un altro giorno, e mentre Juan Sanchez Villalobos Ramìrez fa rientro alla sua barca, vede almeno tre o quattro popolani che manifestano chiaramente i sintomi del Velo di Sangue, così è stata battezzata questa malattia sconosciuta.

Il mattino seguente, Ragnar, che il giorno prima era febbricitante, si risveglia e non presenta più alcun sintomo: forse la sua era solo una comune influenza! Ramirez e Grenon, invece, decidono di volere scoprire qualcosa in più sul misterioso vascello abbattuto a cannonate quattro giorni prima, ipotizzando un collegamento tra il suo arrivo e quello del Velo di Sangue. Forse è il caso che la Shintia lasci gli ormeggi e discenda lo Jeggare!

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