Bless of the Crimson Thursday

La resurrezione di Ramirez

Seven days to the grave parte 7

Con la rabbia dello scontro ancora in corpo, Horan Tuk-Baruhk si avventa sulla grande statua della dea pallida e la abbatte a colpi d’ascia. Tra le macerie, nota che all’interno della statua erano nascoste delle monete d’oro e due strani legnetti sui quali sono incise delle rune che non sa comprendere e consegna quanto trovato a Grenon.

Ramoska Arkminos accetta di lavorare sulla ricerca di una cura per il Velo di Sangue, compito che porterà avanti nella stanza segreta adiacente al suo studio nei sotterranei, la stessa stanza dove si trova il sarcofago nel quale riposa e che ha utilizzato per farsi trasportare dall’Ustalav a Korvosa. Il nosferatu necessita però, per accelerare i tempi, anche degli appunti del Dottor Reiner Davaulus che si trovano al primo piano dell’edificio. Gli avventurieri decidono quindi di trovare ad ogni costo un modo per aprire la botola che blocca il vano del montacarichi per salire ai piani sopra terra dell’edificio, sperando che non siano presidiati dalle Sirene Grigie.

Ragnar invece ha un solo desiderio: portare il prima possibile il corpo senza vita di Ramirez allo Scrigno di Abadar, affinchè Arcibanchiere Darb Tuttle possa provare a riportarlo in vita! Dopo avere deposto il corpo senza vita dell’amico, si mette in piedi sopra a un tavolo e inizia a picchiare forte con la sua ascia sulla botola, facendo un gran rumore. Dopo una decina di violenti colpi, il robusto portello in legno cede alla furia del barbaro e il passaggio è aperto. Al piano superiore, intenti ad aspettare chi o cosa stava causando tutto quel rumore, i personaggi trovano un chierico di Sarenrae e tre suoi accoliti.

Il sacerdote è Lord Valdur Bromathan che riconosce immediatamente il corpo di Ramirez che aveva conosciuto proprio il giorno prima. Dice di essere giunto sul posto per occuparsi dei malati, su richiesta del Maresciallo Croft in quanto i dottori della regina sono stati barbaramente assassinati. Cerca di trattenere il barbaro ma questo, con il corpo di Ramirez in spalla, non ne vuole sentire e incurante delle richieste del chierico prende e se ne va.

I personaggi rimasti spiegano al chierico quanto hanno scoperto sui dottori e sul loro collegamento al culto di Urgathoa. Nel frattempo, Elrik Tamiir-Klar, il mezzo-shoanti sale velocemente al primo piano, si impossessa delle carte del Dottor Davaulos ed esce dall’ospizio per tornare al ghetto Shoanti a Punta Nord.

Lord Valdur capisce la gravità della situazione e indica uno tra i malati presenti nella stanza: gli avventurieri si accorgono che si tratta di Feynman, sedato con del latte di papavero, che è stato picchiato a sangue dalle Sirene Grigie. Il sacerdote dice loro di avere saputo che il vecchio alchimista ha rivelato che il loro gruppo era il responsabile della mattanza all’ospizio, e che la Regina ha già messo una taglia su tutti loro! Occorrerà quindi agire con molta attenzione per rivelare alla città la verità sui medici prima che gli avventurieri vengano arrestati o peggio ancora uccisi!

Il Maresciallo Cressida Kroft ha perso molta della sua autorità, e difficilmente potrà controvertire gli ordini di Sua Maestà, il Comandante Marcus Thalassinus Endrin è più o meno nelle stesse condizioni, anche se sembra avere meno paura di affrontare la regina, ma i personaggi non lo conoscono abbastanza bene per chiedergli di esporsi così tanto per loro. L’Arcibanchiere Darb Tuttle sicuramente non vorrà esporsi in prima persona, glielo ha già detto qualche giorno prima.

Agli avventurieri viene in mente allora la figura dell’Arbitro Anziano Zenobia Zenderholm, che gode sicuramente dell’autorevolezza e del rispetto necessari affinchè le loro parole vengano prese in giusta considerazione e si decida quindi di revocare l’editto regale che li condanna a morte. Chiedono quindi a Lord Valdur di andare a Palazzo Longacre e chiedere a Zenobia di raggiungerli all’ospizio, per mostrarle cosa hanno trovato nei sotterranei. Il chierico, che sembra un uomo virtuoso, acconsente.

Nel frattempo Ragnar è arrivato allo Scrigno di Abadar e dopo avere parlato con Ishani Dhatri si fa condurre dall’arcibanchiere. Il sommo sacerdote, dopo avere ascoltato le parole dell’avventuriero, dice di potere tentare di riportare in vita il Brevoyano, ma che potrà farlo solo l’indomani mattina, dopo che avrà pregato il suo dio affinchè gli conceda quel grande potere. Il barbaro comprende, e chiede di potere passare la serata e la notte al tempio.

Elrik, invece, arriva al ghetto e consegna a Mille Ossa le carte prelevate nello studio del Dottor Devaulus con la speranza che il vecchio sciamano possa comprenderle e trovare una cura per il morbo che sta decimando, tra gli altri, anche la piccola comunità shoanti di Korvosa. Il vecchio cieco si fa leggere il contenuto di un paio di pagine e poi rivela al giovane che non potrà fare nulla, in quanto non comprende la medicina degli uomini bianchi, così diversa dalla loro.

All’ospizio, aspettando che arrivi l’arbitro Zenobia, Grenon, Horan, Lionel e Jhatal scendono nuovamente nei sotterranei, per cercare con attenzione quello che per ben due volte gli è sfuggito da sotto il naso: colui che dirigeva i medici della regina. Battendo palmo a palmo ogni stanza, riescono finalmente a trovarlo, nascosto a terra dentro un sacco di juta in una stanzetta adibita a magazzino! Il dottore prova nuovamente a charmare gli avventurieri, come aveva già fatto con successo con Ragnar qualche ora prima, ma questa volta il suo trucco non riesce e viene fatto prigioniero e legato mani e piedi.

Interrogato sul perché di questa folle alleanza con il culto della dea Urgathoa, il dottore dice di averlo fatto per purificare Korvosa dalla troppa feccia, per purgarla affinchè potesse rinascere con nuova linfa. Dice anche che la Regina Ileosa Arabasti è all’oscuro dei suoi piani, e che non ne è coinvolta.

Risaliti al piano terra, vedono arrivare poco dopo Lord Valdur Bromathan, seguito dall’Arbitro Anziano Zenobia Zenderholm e da quattro guardie di Palazzo Longacre. Gli avventurieri raccontano al giudice supremo cosa si nascondeva sotto il finto ospizio e la conducono nel sotterraneo per mostrarle l’empietà del luogo. L’anziana donna, capendo che il gruppo non è da punire ma da encomiare per quanto ha fatto chiede che la seguano al palazzo di giustizia, affinchè possa organizzare una pubblica udienza per scagionarli. Ai personaggi questa pare una buona proposta, e la accettano. Il dottore andrà con loro, e sarà imprigionato nelle prigioni del palazzo.

Prima che faccia notte, Elrik si dirige allo Scrigno di Abadar e consegna a Ragnar gli scritti del dottor Davaulus, sperando che questi sappia a chi darli, affinchè servano a trovare la cura.

E’ mattino.

Al tempio di Abadar l’arcibanchiere si presenta come promesso al cospetto delle spoglie di Juan Sanchez Villalobos Ramìrez e utilizzando il grande potere concessogli dal dio dei commerci e della civiltà riporta in vita lo sfortunato guerriero! L’uomo è stravolto dal viaggio indietro che ha fatto la sua anima, ma è vivo e respira di nuovo!

Ragnar gli consegna subito i fogli avuti dal mezzo-shoanti, certo che l’amico saprà meglio di lui come utilizzarli. Giunta ai loro orecchi che nella tarda mattinata ci sarà un’importante udienza pubblica fuori da Palazzo Longacre, i due si recano sul posto proprio mentre l’arbitro Zenobia prende la parola sul palco, con alle spalle Horan, Jhatal e Grenon.

L’arbitro anziano mantiene la promessa fatta al gruppo e con tutta l’autorità che le è riconosciuta dal popolo e dai corpi militari racconta al folto pubblico quanto è accaduto all’ospizio della Sirena Benedetta, dichiarando nullo l’editto della Regina che li metteva a morte, in quanto promulgato in buona fede da questa ma senza avere conoscenza dei fatti.
Proprio al termine dell’udienza, il redivivo Ramirez si fa avanti tra la folla e raggiunge il palco. Alza in alto le pergamene con gli studi del dottor Devaulus e dichiara ad alta voce che grazie a quelli, lui e i suoi compagni saranno presto in grado di trovare una cura per il morbo che sta uccidendo centinaia di persone ogni giorno!

Finito l’incontro pubblico, i sei avventurieri sono di nuovo insieme e decidono di dedicarsi alla ricerca della cura: si dirigono immediatamente al tempio di Sarenrae da Lord Gallifrey Bromathan e chiedono che uno degli accoliti produca il prima possibile una copia degli scritti in loro possesso. Vanno poi a prendere Feynman all’ospizio, che nella notte è stato curato da Lord Valdur e gli chiedono di trasferirsi momentaneamente al tempio di Sarenrae per lavorare sulla cura.

Subito dopo, portano gli originali degli studi a Ramoska Arkminos: egli ora ha tutto ciò che gli serve per lavorare sulla cura, e dice loro che entro pochi giorni spera di arrivare al risultato che fermerà l’epidemia e le morti in città. In cambio del suo aiuto, il nosferatu si fa promettere dagli avventurieri che una volta adempiuto il suo compito provvederanno a farlo rientrare, all’interno del suo sarcofago, al castello del Conte Senir Tiriac nell’Ustalav.

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