Bless of the Crimson Thursday

Il velo di sangue

Seven days to the grave parte 4

Non appena la Shintia attracca ai moli occidentali, Ragnar scende a terra e apre il cofanetto rinvenuto sul relitto. All’interno, trova un mucchio di monete d’argento e un topo morto, con il corpo deformato da pustole nere: un ulteriore indizio che indica come siano proprio alcune monete d’argento a trasmettere il terribile morbo che sta dilagando in città.

Dopo avere riposto il piccolo scrigno in alto, sul pennone dell’imbarcazione, Ragnar, Jhatal e Lionel vanno in cerca dei dottori della regina, che stanno visitando le abitazioni del Distretto Interno alla ricerca di malati per cercare di attirarne uno sulla Shintia, al fine di interrogarlo. Ne trovano una coppia, scortata da due Sirene Grigie. Alla richiesta dei personaggi, che chiedono l’aiuto dei medici fingendo che sulla barca ci siano delle persone malate, i due rispondono che non possono modificare il percorso che hanno stabilito, in quanto devono controllare l’intero distretto e per farlo non possono permettersi di effettuare deviazioni.

Gli avventurieri tornano allora verso il molo, dove prendono il carro di Horan e con questo si dirigono verso lo Scrigno di Abadar, per chiedere udienza all’Arcibanchiere Darb Tuttle. Solo Ramirez resta sull’imbarcazione insieme alle famiglie di Ragnar e dei Valkin. Lungo il tragitto, notano che a Punta Nord lo stato del contagio è più avanzato, e molti popolani mostrano in viso le chiazze rosse sintomo del morbo.

Arrivati alla Banca di Abadar vengono ricevuti da Ishani Dhatri che li conduce al cospetto del capo della chiesa più potente di Korvosa. All’Arcibanchiere Darb Tuttle mostano il simbolo rinvenuto sul corpo dell’uomo trovato morto sul relitto, e il sacerdote rivela loro che si tratta del simbolo sacro di Urgathoa, la malvagia Dea della malattia e della morte!

Gli avventurieri decidono di chiamare subito anche Ramirez, e per farlo in tutta fretta l’arcibanchiere sale sulla terrazza dello Scrigno di Abadar insieme a Jhatal, e con un cenno fa arrivare prontamente un ranger della Compagnia Fosca, un uomo di nome Randall a cavallo del suo ippogrifo. Con un po’ di timore, la giovane elfa sale in sella al destriero e, abbracciando con forza il ranger, si lancia con lui sui cieli di Korvosa.

Dopo poco sono ai moli occidentali, e la ladra convince Ramirez a salire in sella insieme al ranger per raggiungere i compagni alla Banca di Abadar. Lei invece si incammina a piedi nella stessa direzione cercando di rintracciare Lionel C.K. che non era entrato nel tempio ma aveva preferito cercare una libreria in zona per trovare qualche libro sul quale reperire informazioni sulle epidemie.

Dopo circa mezz’ora, l’elfa trova Lionel nella libreria vicino a Palazzo Longacre. Il ragazzo ha preso in prestito un grosso volume di medicina, e intende farlo vedere ai compagni. I due allora si dirigono velocemente allo Scrigno di Abadar, dove si riuniscono con i compagni al cospetto dell’Arcibanchiere Darb Tuttle. Il sommo sacerdote ascolta i loro sospetti sui medici della regina, sul Dottor Reiner Davaulus e sulla regina stessa, e consiglia loro di cercare di recuperare altre prove, che possano incastrare in maniera inconfutabile queste persone, se davvero sono responsabili del terribile morbo che sta mietendo vittime in città.

Capendo che il capo della Banca di Abadar non possa esporsi direttamente in mancanza di prove certe, i sei rientrano alla Shintia, per passare la notte e decidere come muoversi il giorno successivo.

E’ venerdì. Solo cinque giorni fa gli avventurieri festeggiavano la loro vittoria in arena e oggi la città conta già decine di vittime del Velo di Sangue, e tante sono le persone che sembrano avere contratto la malattia. I Medici della regina stanno passando casa per casa, dichiarando di volere trovare una cura, mentre gli avventurieri sospettano che siano proprio loro ad averla diffusa.

Jhatal si sveglia con la febbre! Per la seconda volta in tre giorni, ha contratto nuovamente il morbo! Velocemente si reca di nuovo allo Scrigno di Abadar, dove Ishani Dhatri le impartisce una cura divina, prelevando l’offerta ad Abadar direttamente dal conto deposito dell’elfa. Rientrando verso i moli occidentali, vede un carro pieno di cadaveri, i volti deformati dal morbo, trasportato verso il Distretto Grigio da due uomini con dei fazzoletti sul volto.

Giunta alla Shintia, riparte in fretta insieme a Horan e Lionel per cercare nuovamente i dottori. Dopo averne trovati due, sempre scortati da due Sirene Grigie, li pedinano e scoprono che stanno trasferendo le persone malate che trovano nelle case in un capannone vicino ai moli, che fino a qualche mese prima apparteneva agli Arkona che lo utilizzavano come deposito per le merci che importano dal lontano Vudra.

La ladra corre allora dal Maresciallo Cressida Kroft, per chiederle delle informazioni in merito, e per informarla di quanto hanno scoperto finora. Cressida le dice che anche lei ha grossi dubbi sul Dottor Reiner Davaulus e sui suoi medici, ma che non vuole schierarsi contro la regina in quanto teme per le sue guardie. Anzi, rivela all’elfa che teme per il Comandante Marcus Thalassinus Endrin, leader della Compagnia Fosca. Il comandante, che sarebbe come da tradizione dovuto diventare il nuovo Siniscalco, dopo la scomparsa del Siniscalco Neolandus Kalepopolis, è sempre più nervoso e intollerante verso il trono e lei sta facendo una gran fatica per cercare di non fargli fare follie.

Il maresciallo rivela a Jhatal che il capannone dove i medici della regina stanno portando i malati, era inutilizzato ed è stato convertito in ospedale con il nome di Ospizio della sirena benedetta. Prima di salutare l’elfa, Cressida le consegna venti frecce con la punta di mithril e le raccomanda di muoversi con la massima attenzione. Uscita dalla Cittadella Volshianek, Jhatal torna nei pressi dell’ospizio, dove insieme a Lionel e Horan ne continua a tenere sott’occhio l’entrata.

Juan Sanchez Villalobos Ramìrez decide invece di cercare qualche informazione in più sul Dottor Reiner Davaulus, e per farlo si dirige verso Le Alture alla ricerca di Igor Lloni, un diplomatico conosciuto qualche anno prima, che è stato consigliere della regina e che ora sa essere al servizio di una delle famiglie nobili di Korvosa.

Chiedendo aiuto all’amico Lord Varian Jeggare riesce a sapere che Igor è ora al servizio dei Bromathan e si dirige verso il loro palazzo. Viene ricevuto da Lord Valdur Bromathan, il giovane capofamiglia, chierico di Sarenrae e cugino di quel Lord Gallifrey che dirige il tempio cittadino e che non sta molto simpatico al Brevoyano.

Lord Valdur è molto più disponibile del cugino, e fa chiamare immediatamente il suo consigliere affinchè Ramirez possa parlarci. Igor Lloni giunge poco dopo e dopo avere salutato l’amico che non vedeva da tanto tempo gli rivela che le informazioni che si hanno sul dottor Davaulus corrispondono al vero: per quanto ne sa, è il medico della famiglia Arabasti, la famiglia della regina nel Cheliax, ed è conosciuto per le sue capacità e al sua competenza.

Non avendo trovato conferma ai suoi sospetti, Ramirez saluta l’anziano diplomatico e torna in sella al suo destriero verso la Shintia. Come fermare questa epidemia? Come evitare che Korvosa diventi un enorme cimitero?

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